sabato 23 aprile 2016

Recensione: "CELESTE" di Cristina Vichi.







Genere: Romanzo fiabesco
Editore: Self-Publishing
Pagine: 342
Prezzo ebook: € 2,99
Prezzo cartaceo:  € 12,48
Uscita: 28 Marzo 2015








Sinossi:

Celeste è una ragazza dal cuore selvaggio e impavido, con una forza emotiva talmente spiccata da riuscire a ribellarsi alla corrente ideologica di tutta la nobiltà. L’inaspettato incontro con l’amore sconvolgerà non poco la sua vita, ma lei combattiva e diffidente, cercherà di resistere con tutte le sue forze a quel turbine di emozioni profonde e sconosciute penetrate nel suo cuore senza chiedere il permesso. Il passato, però, con i suoi drammi e inganni, sta per esplodere e Celeste si trova proprio al centro di tutto, perché ciò che lei è dipende anche da avvenimenti accaduti quando ancora non era nata.







l ritmo sostenuto, i contenuti avventurosi e lo spirito fiero della giovane protagonista rendono la lettura piacevole. La storia coinvolge soprattutto quando Celeste torna nel ruolo sociale che le spetta e deve affrontare i nemici contando sul proprio carattere. In particolare, ho trovato divertenti le schermaglie verbali. Spicca il temperamento indomito e sagace di Celeste, ma ho apprezzato anche la nobiltà di Re Riccardo (peccato non abbia scelto lui come marito!) e l’intrepido Marlok. I nemici, più maschilisti e subdoli che mai, portano all’estremo la mentalità medioevale, che li esalta come “classici cattivi” da fiaba. Infatti si fanno odiare profondamente! Tra loro, mi hanno colpito le scaltre Margot e suor Matilde. 
Tuttavia il romanzo pecca di difetti che minano la qualità della narrazione. 
La storia d’amore tra Celeste e Alessandro, secondo me, manca di spessore: i sentimenti emergono in modo improvviso rispetto alla situazione iniziale, che oscilla tra semplice infatuazione e risentimento. Non ho apprezzato la tendenza a descrivere subito personaggi e alcune vicende passate (anche più volte) senza escogitare espedienti per presentarli. Inoltre alcune circostante potevano essere gestite meglio: per esempio, come è possibile che una bimba rapita passi subito dalla disperazione alla serenità? Alcune rivelazioni e scoperte, poi, sembrano peccare di semplicità. 
Lo stile è adatto a sostenere le scene d’azione, le emozioni dei personaggi e il contesto, ma, anche in questo caso, emergono delle perplessità: a mio avviso, spuntano troppe esclamazioni e alcune frasi (poche, per fortuna) potevano essere impostate meglio (c’è anche un “OK”, che mi sembra troppo moderno).
Consiglio la lettura di Celeste per trascorrere qualche ora in modo piacevole, senza pretese, immersi nella fantasia, per allontanarsi dalla frenesia quotidiana.








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