venerdì 22 luglio 2016

Recensione: "IO SONO NINA - STORIA DI UNA DEMENZA SENILE" di Gabriella Mazzon Venturati.







Genere: Romanzo Contemporaneo
Editore: Self Publishing
Pagine: 154
Prezzo: € 3,99 (e-book); € 9.98
Uscita: 13 marzo 2016








Sinossi:

“Mi porterebbe a casa, adesso?” chiede mia madre.
Mi dà del lei, non ha idea di chi io sia.
E' opinione comune che la demenza sottragga alle persone la memoria, ma fa ben più di questo. La demenza spazza via intere esistenze, sprofonda chi ne è colpito in un abisso di solitudine, deruba della possibilità di trovare conforto in chi ti è più caro, trasformandolo in un estraneo.
Quella di Nina è una storia in presa diretta, dove una figlia si confronta con il suo stesso ruolo di ‘figlia’ ormai privo di significato, con la disattenzione del passato, l’approssimazione con cui è trattata la vecchiaia, le difficoltà nelle relazioni con gli operatori sanitari.
Ne nasce una riflessione sul significato da dare alla vita se questa è così incline a farsi spazzare via. “[...]per quanto importante possa sembrarci, l’amore del tuo uomo, l’amore per i figli, ciò che hai costruito, il dolore che hai dovuto attraversare, nulla, di tutto ciò, regge all’epurazione maniacale della demenza.”




Spesso nella vita capita di dire che solo chi ha provato un determinato dolore può comprenderne fino in fondo ogni sfaccettatura. Per me, la lettura di questo romanzo, ha significato proprio questo: la storia di una figlia che affronta la malattia della madre, quella demenza dovuta all'età che cancella ogni ricordo e che come una spugna elimina ogni frammento di legame, di famiglia. Io ho vissuto in prima persona un'esperienza di questo tipo con una delle mie due nonne e ho, di conseguenza, condiviso pienamente le sensazioni, i dolori, e il profondo senso d'impotenza che l'autrice ha sapientemente descritto.
Questo libro è una chiara e lucida riflessione sul potere devastante di questa malattia che è in grado di trasformare i familiari della persona che ne è colpita in perfetti sconosciuti.

Dire che la demenza ha cancellato tutta la sua vita, è quantomeno riduttivo, l’ha fatto anche con la nostra.

Quel tempo che dovrebbe curare tutti i mali, e invece li ripresenta indenni. 

Mi porterebbe a casa adesso? – Chiede mia madre, mi da del lei, non ha idea di chi io sia. 

Un romanzo toccante, che fa riflettere e che lascia un messaggio importante: quello di trascorrere il più possibile del nostro tempo con i nostri genitori perché spesso la malattia potrebbe colpire inaspettata e defraudarci di momenti preziosi.
Un gioiellino da non lasciarsi sfuggire!









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