martedì 23 aprile 2019

Recensione inedito: "MEDICINE MAN" di Saffron A. Kent.




Genere: Romance
Editore: Self Publishing
Pagine: 468
Prezzo: € 3,52 ebook
Uscita: 26 settembre 2018










Sinossi:

Willow Taylor vive in un castello con alte mura e recinzioni di ferro. Ma questo non è un normale castello. Si chiama ospedale psichiatrico Heartstone e ospita altri quaranta pazienti. Ci sono infermieri con facce meschine e tecnici perennemente corrucciati. C’è anche un uomo. Un uomo che è freddo e distaccato. La cui voce trasuda autorità. E i cui penetranti occhi grigi nascondono segreti e, forse, si soffermano sul viso di lei per un attimo troppo lungo.

Willow non dovrebbe guardare nelle profondità di quegli occhi. Non dovrebbe cercare di leggere le sue emozioni così da vicino. Lei non dovrebbe nemmeno toccarsi la notte, immaginando quella voce potente e quel viso freddo ma bello. No, Willow Taylor non dovrebbe essere affatto attratta da Simon Blackwood. Perché lei è una paziente e lui è il suo dottore.

Il suo psichiatra.
Lo sciamano.


  1. A cura di ALESSIA MALINCONICO

Esistono quei libri che sin dalla prima pagina travolgono, scuotono e trascinano il lettore in un mondo parallelo, con personaggi che diventano carne e sentimenti e vicende che si caricano di una forza emotiva letale.
L’autoconclusivo “Medicine Man” di Saffron A. Kent è uno di quei pochi romanzi che con la forza della parola giungono sino al cuore del lettore, soggiogandone la mente.
Sapevo ancora prima di accedere a questo nuovo mondo che non ne sarei uscita indenne. La penna magistrale della Kent è riuscita nella grande impresa di trattare tematiche delicate come la depressione e il terremoto emotivo scatenato dall’abbandono e dal lutto.
La storia d’amore è un’emozione viva, palpitante che nasce e cresce ad ogni parola, ogni sospiro e ogni gesto. È una storia proibita, illecita, ma non ho mai letto di un sentimento più puro e dolce.
È la storia di un uomo, uno psichiatra, dilaniato dai sensi di colpa e ancora intrappolato in un passato tragico, e di una donna, una giovane diciottenne, che combatte, giorno dopo giorno, contro un mostro silente che avvelena il suo sangue.
“La medicina è nel suo sangue. Come la malattia nel mio. Il mio sangue è contaminato dal veleno mentre il suo è venato dall’antidoto”
Le parole del libro graffiano, scavano e colpiscono. Non penso di avere mai amato così tanto dei personaggi come ho fatto con Simon e Willow. Ho adorato il loro essere così sfaccettato e le loro debolezze, il loro combattere sempre e comunque. Ho pianto con Willow, tremato con Simon e gridato con entrambi.
Willow che si trova rinchiusa in un ospedale psichiatrico dopo quello che lei chiama “l’incidente del tetto”. Sei settimane in un vecchio edificio vittoriano, la pioggia che batte e il temporale che scatena la sua furia al di fuori.
E dentro, il dolore e la lotta di tutti coloro che devono ricorrere a delle medicine per essere “felici”.
Come riescono le persone a essere felici e dopo a rimanere felici? Non dovrebbe essere così difficile, vero? La vita non dovrebbe essere così dura.”
Simon, il suo eroe “rotto”, fugge e combatte il crescendo di emozioni letali verso quella ragazzina che crede “nei fottuti e vissero tutti felici e contenti”. Ma Willow è il balsamo per le sue ferite sanguinanti, la sua aria quando non riesce a respirare e il suo pilastro quando la facciata di eroe cede sotto il peso di un passato irrisolto.
Non è uno di quei romanzi dove l’amore è solo passione sfrenata e un’alchimia bruciante. È connessione intima e unione di due anime lacerate. La dichiarazione finale di Simon distruggerà il vostro cuore in mille pezzi per poi ricomporlo in un mosaico splendido, dove le crepe saranno solo una tragica bellezza aggiunta.
Respira con me, va bene?”




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